BIOGRAFIA

“Campi vuoti”, “terra incognita”. Così gli esploratori del XVI secolo indicavano i territori inesplorati e non descritti sulle cartografie conosciute.
Come Flaubert insegna, “in tutto c’è qualcosa di inesplorato”, così noi interpretiamo il viaggio musicale che ci identifica, liberi da preconcetti ed etichette di genere, tendendo costantemente verso un’espressione che sia insieme sintesi e novità. Proveniamo da percorsi che talvolta si sono incrociati, uniamo anime differenti plasmandole su forme nuove, alle sonorità strumentali più classiche affianchiamo ritmi etnici, alle ricerche elettroniche mescoliamo timbri elementari: simultaneamente territorio ignoto ed esploratore.
Spaziando tra suggestioni cinematografiche e atmosfere indie-rock spostiamo i punti cardinali e le prospettive dei nostri background musicali, consapevoli che innestandosi sugli ascolti di Vivaldi e Debussy, Jim Jarmush e Clint Mansell, Zola Jesus e Radiohead, anche ciò che è semplice diviene mistero e la moderna complessità trova una antica definizione: Arva Vacua.

Emilio Albertoni

Nasce a Cremona, suona la chitarra dalle scuole medie e grazie ad una amica scopre la musica new wave, il trip hop oltre alla passione per i sintetizzatori. A 22 anni si trasferisce a Ravenna dove entra in contatto con una vivace scena musicale. Partecipa ad un corso di formazione professionale presso il Centro Musica di Modena che prevede come docenti Gianni Maroccolo, Manuel Agnelli, Cristina Donà. Collabora come fonico con i
CVD di Aldo Becca ed Enrico Liverani (ora batterista di Camillas) con cui apre alcune date degli Afterhours, partecipa ad Arezzo Wave, Tora Tora Festival e altri festival di rilievo.
Nel 2002 inizia il sodalizio con Gianluca Lo Presti come fonico e produttore per il suo studio, e con cui crea il progetto Mono:Fi che trova al basso Alessandra Gismondi (Pitch/Schonwald/Shad Shadows). Dopo aver inciso un disco con cui ottiene buone
recensioni dalla stampa nazionale, partecipa a vari festival aprendo per artisti come Cristina Donà, Paolo Benvegnù, Zen Circus.
Dal 2010 collabora con Bruno Valeri e con il progetto solista di Gianluca Lo Presti (Nevica) con cui sale su diversi palchi in tutta Italia.

Andrea ‘Andy’ Para

Respira musica sin da bambino, cresce col grunge, ma è frequentando un laboratorio musicale etnico guidato dal batterista/percussionista Marco Zanotti con collaboratori quali Patrizia Laquidara, Ivete Sousa, Sal Rosselli, che la passione prende forma: fino al 2010 prosegue gli studi su pelli e legni con Davide Bernaro,
ampliando e approfondendo conoscenze di musica latino-americana in generale e cultura musicale brasiliana in particolare.
Completa la formazione presso la scuola Jazz di Cesena, partecipando a numerosi seminari tra il 2009 e il 2011 col Maestro Gianluca Nanni.
Nel frattempo collabora in primis dal 2005 con gli Sleepwalker’s Station, dei quali
tuttora è membro attivo e coi quali partecipa a spettacoli teatrali, festival musicali Europei ed incide 7 album. Tra gli altri, si segnalino l’attività con la Band Jingo (Santana’s Tribute) e l’ultimo lavoro del cantautore Emanuele Presta.
Trae ispirazione fondendo tradizione con nuove sonorità e strumentazioni: oltre a
congas, cajon, bongos, udu, djembe, surdo, incorpora quindi nel proprio kit strumentale anche pan drum, log drum, strumenti synth – MIDI – pad e drum machine.

Francesco ‘Fresco’ Cellini

Ipnotizzato dal giradischi fin dalla culla, si diploma in Violoncello all’Istituto Musicale “Giuseppe Verdi” di Ravenna, quindi perfeziona la preparazione tecnico-artistica
sotto la guida del M.° Enrico Bronzi e per la formazione cameristica col Trio di Parma.
Curioso ed eclettico, scopre presto che i confini orchestrali del violoncello gli calzano stretti, quindi ama da subito spaziare dalla musica “classica” al rock più sperimentale, dalla canzone d’autore al noise, cercando sempre nuove sonorità per il proprio strumento.
Vanta partecipazioni ad album di Artisti quali Afterhours (“Hai Paura del Buio”), Scisma (“Rosemary Plexiglas”), Milagro (“Fino a Toglierci la Sete”), Nevica
(“Tengo”). Rilevante il percorso di lunga data con gli Sleepwalker’s Station (scelti
da Mogol come “miglior proposta indipendente” nel 2014, si citi l’album “Lorca”: “Album dell’anno” secondo la rivista Folk News e premiato dalla Critica Discografica Tedesca nel 2018), e meritevoli di nota le recenti collaborazioni con Christian Ravaglioli & Sarah Jane Morris, e gli arrangiamenti d’archi per i lavori di Arau e Gio Gasdia.